{"id":41,"date":"2026-07-06T09:58:04","date_gmt":"2026-07-06T09:58:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.siciliabus.com\/marioricotta\/?post_type=opera&#038;p=41"},"modified":"2026-07-06T09:58:05","modified_gmt":"2026-07-06T09:58:05","slug":"la-mia-santita","status":"publish","type":"opera","link":"https:\/\/www.marioricotta.it\/?opera=la-mia-santita","title":{"rendered":"La mia Santit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un libro sull\u2019umana santi<br>Chi, entrando in libreria, vede un libro intitolato La mia santit\u00e0 ha immediataimpressione che si tratti delle confessioni di un asceta, di un papa, di un uomo che<br>in effetti, magari passando attraverso mille prove infernali, ha raggiunto poi lo stato<br>pieno della Grazia Divina. La mia santit\u00e0 predispone alla lettura di un percorso di<br>preghiere che si conclude alla fine in un trionfo dello Spirito Santo.<br>Naturalmente sono i condizionamenti a portare il lettore dentro un sentiero<br>interpretativo obbligato; i libri bisogna leggerli, evitare di farsi catturare o allontanare<br>soltanto dal titolo che comunque, in questo caso, ha una sua forte valenza, perch\u00e9<br>stigmatizza la realt\u00e0 di un itinerario fortemente connotato dal desiderio di diventare<br>santo.<br>Si tratta di una storia di seminario raccontata in prima persona. Niente finzioni perci\u00f2,<br>niente sotterfugi, ma fatti nella loro crudezza, analisi autentiche.<br>Sulla vita dei seminari \u00e8 stato scritto moltissimo (Leonardo Gallo, Rodolfo Doni,<br>Luigi Santucci, per fare qualche nome recente) . La gran parte ha molta acredine, \u00e8 un<br>grido di ribellione, una denuncia, una condanna e fa perdere di vista la condizione<br>obiettiva di un luogo che ha prodotto molti guasti nella psiche di fanciulli che non<br>hanno saputo reagire alle imposizioni, alle torture giornaliere, alle vessazioni e agli<br>obblighi di un modo di concepire l\u2019educazione in maniera rigida e spesso ottusa. Ma<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">senza andare alla ricerca di libri specifici sulla vita dei seminari, basta leggere alcune<br>pagine di grandi narratori<br>o poeti che sono transitati per conventi e convitti e rendersi conto di quanti inferni \u00e8<br>stata costellata la via della \u201csantit\u00e0\u201d, raggiunta o meno.<br>Il caso di Mario Ricotta \u00e8 molto diverso, il suo \u201cdiario\u201d non ha la funzione liberatoria<br>di quello di tanti altri. Egli ha lavorato a questo libro quando gi\u00e0 era fuori dai<br>condizionamenti, ormai medico psichiatra, scrittore affermato di teatro e narratore,<br>non gli \u00e8 servito per redimersi, per uscire dal guado delle angosce e dalle ombre<br>gigantesche degli incubi. Ha voluto raccontare la sua vicenda umana perch\u00e9<br>esemplare, ma soprattutto per far conoscere la dimensione di una civilt\u00e0 che portava<br>nel suo seno un metodo sbagliato.<br>Ecco perch\u00e9 non troviamo recriminazioni o irose elucubrazioni. Mario Ricotta<br>ripercorre la sua esperienza con serenit\u00e0, senza coprire di rancore gli eventi ma<br>neppure colorendoli di particolare carica emotiva. Insomma, egli dimentica che il<br>protagonista del libro \u00e8 s e stesso e riesce a narrare con obiettivit\u00e0, in modo da<br>rendere partecipi tutti, da far diventare la sua vicenda quella di ognuno. In questo<br>senso dicevo che la storia \u00e8 diversa dalle altre che per lo pi\u00f9 sono rimaste ancorate ai<br>dati personali e non sono uscite dal pantano dei ricordi e del patetico.<br>Difficile tuttavia sintetizzare un libro cos\u00ec complesso. Ricotta non si \u00e8 limitato a<br>seguire il se stesso adolescente negli andirivieni della sua coscienza e nei viaggi tra la<br>Sicilia e Roma, ha arricchito il testo di quella sapienza che gli \u00e8 propria e ha fatto in<br>modo da dare rilievo a ognuno dei protagonisti che si incontrano durante il percorso.<br>E ha fatto bene, i \u201critratti\u201d sono fermati con mano decisa, non hanno sbavature e<br>riescono a offrire un\u2019immagine precisa del loro modo di essere. Ricotta, per una<br>innata sensibilit\u00e0 ma anche per la sua professione, sa ormai decifrare i comportamenti<br>e quindi caratterizzare decisamente i compagni di viaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono convinto che se un poliziotto esperto si piegasse al gioco di fare un identikit<br>delle figure descritte da Mario, verrebbero fuori delle somiglianze perfette. Eppure<br>non c\u2019\u00e8 nessun eccesso di realismo, semmai c\u2019\u00e8 il fiato che crea e compone l\u2019umanit\u00e0<br>autentica di ognuno.<br>Credo che una qualit\u00e0 del genere non appartiene a molti scrittori che per lo pi\u00f9<br>giocano sugli stereotipi.<br>Questo \u00e8 uno solo dei tanti meriti del libro. Ve ne sono molti altri. Essendo<br>essenzialmente una sorta di educazione sentimentale (per citare Balzac), ci \u00e8<br>permesso di seguire passa passo le accensioni del ragazzo alle prese con i sacrifici,<br>con le rinunce, con il desiderio di essere puro, di non scontentare il Signore. E\u2019 una<br>lotta serrata, un inabissarsi e un riemergere di volta in volta sempre pi\u00f9 carico di un<br>fardello troppo pesante.<br>Il ragazzo non geme, ma osserva e macera, non compie gesti eclatanti, ma dominando<br>le sue pulsioni dilata dentro di s\u00e9 il desiderio di libert\u00e0, il desiderio di conquistare se<br>stesso fuori dalla direzione progettata dalla Chiesa .<br>Qui bisognerebbe aprire una lunga e circostanziata parentesi su come sono stati<br>gestiti i seminari fino agli anni sessanta, ma credo sia inessenziale, mi preme adesso<br>soprattutto porre in rilievo la capacit\u00e0 di Ricotta di saper entrare nei meandri della<br>coscienza e saperne trarre indicazioni lampanti che illuminano la verit\u00e0 delle<br>necessarie sfumature e la rendono visibile. Cos\u00ec facendo egli ricostruisce il clima di<br>un\u2019epoca, di una comunit\u00e0, e lo fa con leggerezza espressiva, indicandoci la direzione<br>da non prendere.<br>Il libro \u00e8 fitto di annotazioni di ogni genere, da quelle antropologiche a quelle<br>etnologiche, da quelle filosofiche a quelle, ovviamente, teologiche, ma le annotazioni<br>non sopravanzano mai la fluidit\u00e0 narrativa sempre ben calibrata<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">e corposa, densa di umori, di lieviti, di quel dato etico che sorregge l\u2019intera<br>impalcatura.<br>Vorrei che il lettore meditasse alcune frasi di Ricotta, una soprattutto: \u201cE io ero un<br>peccatore nato perch\u00e9 avevo tanta immaginazione\u201d. Credo che il dramma narrato si<br>sia svolto e consumato ( e in parte prosegua) tutto attorno a questa affermazione. Chi<br>entrava in seminario non doveva avere immaginazione, doveva restare inchiodato alle<br>regole, evitare di sognare, di avere pensieri propri. Non aveva importanza se cos\u00ec si<br>uccideva la fantasia, anzi era bene che tutto restasse chiuso nel recinto del grigiore<br>delle abitudini.<br>Mi viene in mente il romanzo di Tommaso Campanella, il livido furore dei priori dei<br>vari conventi per cui transit\u00f2: la sua presenza portava lo scompiglio, era un frate che<br>si cibava di poesia, Dio ne liberi!, e quindi peccatore incallito!<br>Su questo versante andremmo a finire nella sociologia della Chiesa, perci\u00f2 torniamo a<br>La mia santit\u00e0, per esempio a come viene trattato il problema di Dio. Ricotta non si<br>pone pedissequamente nel solco delle dottrine imperanti, non piega il capo dinanzi<br>all\u2019arroganza del dettato canonico. Vuole capire, forse ha gi\u00e0 letto un po\u2019 di<br>Sant\u2019Agostino, di Sant\u2019Anselmo e di San Giovanni della Croce, forse ha sfogliato<br>alcune pagine di Montagne e di Pascal che lo hanno svegliato dal torpore del risaputo,<br>certo \u00e8 che ha bisogno di trovare Dio nella scia dell\u2019intelligenza e non nel grumo<br>oscuro di una dottrina serrata nei principi inderogabili dell\u2019 ipse dixit. Vacilla, entra<br>nel dubbio, comincia a provare il terrore dell\u2019incertezza. Cos\u00ec le analisi introspettive<br>si fanno materia narrativa di rilievo; Ricotta riesce a caratterizzare bene anche gli<br>ambienti, i professori, i preti, i compagni di camerata. Scrive insomma un romanzo<br>psicanalitico e senza ammiccamenti alla Coscienza di Zeno di Italo Svevo, a Il male<br>oscuro di Giuseppe Berto, a Il fiato materno di Giacinto Spagnoletti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni tanto si lascia andare alla sua vena lirica per pennellare meglio il discorso, per<br>spezzare il ritmo narrativo, per dare l\u2019idea probante delle sue verit\u00e0.<br>Non meravigli la bravura di Ricotta nel saper cogliere anche la cronaca nella sua<br>essenza e immetterla nel flusso narrativo (la rivoluzione del sessantotto, la primavera<br>di Praga), e non meravigli che egli sappia coniugare, senza nessuna ragione<br>neorealistica di ritorno, l\u2019espressivit\u00e0 dialettale a quella in lingua. Gli viene spontaneo<br>farlo per meglio delineare figure e ambienti, per meglio focalizzare il clima delle<br>situazioni.<br>Il diario che non c\u2019\u00e8, che invano viene cercato nei cassetti, non sappiamo se sia l\u2019<br>escamotage manzoniana del manoscritto, \u00e8 certo che ci troviamo di fronte a una presa<br>di coscienza che vuole recuperare il passato, analizzarlo e renderlo lievito del<br>presente. Una sorta di procedimento alla Proust, che evita comunque i compiacimenti<br>e le lungaggini, che sottolinea \u201cl\u2019immortalit\u00e0 del mio dolore con aggettivazioni<br>colorite e pompose\u201d e recita la sofferenza \u201cper abbagliare i posteri\u201d, ma a un certo<br>punto consapevole che \u201cNel silenzio la santit\u00e0 \u00e8 ancora pi\u00f9 grande\u201d.<br>Il ragazzo Mario si dibatte nelle contraddizioni, fa perfino dispiacere la madre,<br>produce scompiglio e preoccupazione e cos\u00ec la sua anima via via si schiarisce, trova<br>la sua direzione.<br>Piace, di questo romanzo, l\u2019accento autentico con cui l\u2019autore si esprime, la<br>franchezza del suo dettato, la variegata maniera di entrare e uscire dagli argomenti<br>senza sostarvi con inutili ghirigori. Addirittura abbiamo una miriade di aforismi, e<br>una infinit\u00e0 di sottili ragionamenti che affrontano il rapporto tra Dio e l\u2019uomo, la<br>fede, la giustizia, la carit\u00e0 e l\u2019amore.<br>Se dovessi sintetizzare in una definizione la qualit\u00e0 essenziale del libro direi che si<br>tratta di un\u2019opera iniziatica che per\u00f2 non corre verso l\u2019oscurit\u00e0 ma verso il fiato caldo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">della vita, verso la schiera nutrita di compagni, di professori, di preti, di medici, di<br>familiari, di rettori con quei nomi cos\u00ec difficili e buffi da far pensare che siano<br>inventati e che invece sono rigorosamente presi dalla realt\u00e0.<br>Il momento attuale della narrativa italiana \u00e8 frastagliato e caotico, quasi sempre privo<br>di ragioni etiche ed estetiche. Si pubblicano libri insulsi, raffazzonati, con l\u2019assenza<br>totale di una struttura. La mia santit\u00e0 nasce dalla necessit\u00e0 di comprendere se stesso e<br>il mondo, di dire una parola di verit\u00e0 sul rapporto con il Divino. Non una parola<br>preconfezionata, ma cercata nell\u2019essenza del proprio essere, rapita all\u2019effimero. E\u2019<br>per questo che piace e coinvolge, fa pensare e meditare e sa perfino diventare invito a<br>sapersi guardare allo specchio per sapersi riconoscere uomini in cammino verso una<br>radura accogliente e, perch\u00e9 no?, incontaminata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DANTE MAFFIA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un libro sull\u2019umana santiChi, entrando in libreria, vede un libro intitolato La mia santit\u00e0 ha immediataimpressione che si tratti delle confessioni di un asceta, di un\u2026<\/p>\n","protected":false},"featured_media":29,"menu_order":0,"template":"","class_list":["post-41","opera","type-opera","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.marioricotta.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/opera\/41","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.marioricotta.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/opera"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.marioricotta.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/opera"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marioricotta.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/29"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.marioricotta.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}